27 November 2010
23 November 2010
28 April 2009
Il Mexico e la maledizione del maiale.
All'aereoporto di Madris , scalo sulla strada di Mexico City, apro la casella di posta per passare un po' tempo in attesa del volo successivo.
Leggo una brevissima mail nella quale i miei compagni di avventura già in Messico mi dicono di rimanere in Europa se possibile.
Ora, voi magari non conoscete i Tamales ma vi assicuro che ho pensato che fosse un pessimo scherzo.Ovviamente parto.
Arrivo a Mexico City e vedo che stragrande maggioranza della gente in aeroporto indossa le mascherine celesti. Sembrava di essere in un film tipo " gli ultimi giorni della razza umana ".
Mi vengono a prendere all'aeroporto e mi raccontano della fobia e il panico che girano da queste parti.
Ci 2000 notizie diverse:
chi dice che ci sono 600 morti , chi dice che non ce ne sono.
chi dice che è solo un problema politico dato che ci sono le elezioni tra poco.
chi dice che nel 1810 c'è stata la rivoluzione , nel 1910 c'è stata la rivoluzione e quindi che vuoi fare nel 2010?
Non ci si capisce nulla, le notizie dall'Italia sono disastrose , i cari sono preoccupati e, non da poco, sono vietate le manifestazioni pubbliche fino al 6 di maggio.Le prime date, quelle più importanti, sono state annullate.
I voli dall'Italia non partono per insufficenza di passeggeri, l'ambiasciatore sconsiglia la partenza per il Messico.
In pratica siamo già con le valigie pronte per tornare a casa col primo volo disponibile , ma ci fermiamo a parlare con gli organizzatori.
Ci convincono a tentare la prima data a Nord a Durango.E 'un concerto grande e in una zona sicura.Per tranquillizzare tutti ci hanno portato a Cuernavaca, una città ad un'oretta da Mexico City, fuori dal Districto Federal e quindi al sicuro dall'epidemia e dalla paranoia della capitale.
Adesso siamo qua e venerdì e sabato suoniamo a Durango.
Vedremo poi.
Tamales=avventura.
Aumenta il numero di racconti che potrò usare coi miei nipoti quando sarò vecchio e canuto.
Scritto da Rocco alle 12:49 AM 2 commenti
09 April 2009
Fievel

Signore e signori, chiedo scusa per la prolungata assenza, ma pare che questo blog non funzioni se non mi muovo o se non sono in procinto di muovermi.
Altro viaggio all' orizzonte : nuovo post sul blog.
Parto per il Messico con i Tamales.
Per chi fosse , giustamente, rimasto indietro, sto facendo il Conservatorio ad Amsterdam nella classe di jazz.La scuola mi piace un sacco e miglioro mese dopo mese.
Ho seguito la scuola molto seriamente e sono stato ricambiato con grandi soddisfazioni.
Gli insegnanti che ho sono per la stragrande maggioranza dei mostri nelle loro materie e si sono dimostrati estremamente aperti e disponibili anche quando gli ho parlato di questo tour messicano.Salto una gran quantita'esami , ma trattandosi di un tour sono stati subito disponibili a fare un sacco di eccezioni per far si che li faccia al mio rientro.
Parto il 25 di aprile e torno il 17 di giugno (e il 18 ho il mio esame di strumento).
Parto con i miei cari Tamaloni e mi sento un po'come Fievel sbarca in America.Pare che laggiu' abbiano avuto un riscontro fantastico durante il loro raid l'estate scorsa.Quando un'agenzia ho proposto loro un lungo tour per la nazione non se lo sono fatti ripetere due volte.Non solo.
Hanno saputo essere fratelli prima che compagni di gruppo e hanno chiamato due vecchi elementi che si erano persi per strada.Non e' banale come sembra.
Tra poche settimane abbiamo la prima data a Citta' Del Messico.Suoneremo di nuovo insieme.Oltreoceano.
Un sogno che si avvera.
Come Fievel.
Scritto da Rocco alle 1:34 PM 3 commenti
09 June 2008
In Olanda (atto IV)

Sono di nuovo in Olanda.
E' la quarta volta che vengo fin quassu' per fare le audizioni ai conservatorii.Fino ad adesso sono stato ammesso a quello di Rotterdam e alla parte pratica di quello dell'Aja(non so se riusciro' a dare la parte teorica per motivi logistici).
Domani c'e' l'audizione ad Amsterdam.
Qualche tempo fa ho avuto il piacere di conoscere gli insegnanti di questo Conservatorio e rimasi stupefatto dalla loro gentilezza e la loro professionalita'.
Amsterdam ha il grande svantaggio di essere una citta' desideratissima per cui cercar casa qui sara' un macello ma, allo stesso tempo, rimane una capitale mondiale, quindi una miniera di opportunita'.
Si respira una bella aria quassu'.Quello che piu' mi mancava dal periodo ramingo.
Si vede una varieta' di origini spaventosa, forse ancora piu' che a Londra.
Impensabile da noi, purtroppo.
Dopotutto questo e' uno dei piu' grandi porti d'Europa da secoli.In un certo modo e' rimasto tale.Di sicuro la mia voglia di cibi esotici sara' soddisfatta a pieno.
Nel caso in cui non fossi considerato idoneo ad Amsterdam rimane pur sempre Rotterdam(che poi era la meta originaria).Nono rimarrei certo deluso data la struttura e i personaggi della scuola che ho conosciuto.
E' che mi sono viziato, a questo punto miro in alto.
Pregate per me gente..
P.S.:NOn sono sparito solo dal blog.Anche la vita sociale scarseggia.Sto lavorando come una bestia in un agriturismo vicino a acasa mia e i pochi momenti liberi li passo con una signorina mora.
Ma questi sono gossip...
Scritto da Rocco alle 2:12 PM 9 commenti
19 March 2008
26 February 2008
Un Lucano
Ho passato alcune settimane di pessimo umore.Senza motivi, il che non aiuta affatto.
Dal momento in cui sono tornato dall'Olanda a pochi giorni fa non sono riuscito a stare un solo giorno senza una tristezza di fondo mai provata prima.
Avevo provato stanchezza,rabbia...anche disperazione(solo una volta per fortuna) ma tristezza proprio mai.Almeno non così netta e palpabile.
Mi sono messo a studiare anche armonia jazz e storia del jazz.E ho subito imparato qualcosa.
Forse quello che ho provato è un piccolo frammento di quello che ha dato origine al blues:
"Quando la notte sei sdraiato sul letto, e ti giri da una parte e dall'altra senza riuscire a prendere sonno, non c'è niente da fare.
I blues si sono impadroniti di te...Quando ti svegli al mattino, ti siedi sulla sponda del letto, e puoi avere vicino a te padre madre, sorellae fratello, il tuo ragazzo o la tua ragazza, ma non hai voglia di parlargli...Non ti hanno fatto niente, e tu non hai fatto niente a loro, ma che cosa importa?I blues si sono impadroniti di te"
(Spiegazione del blues di Leadbelly )
Fortunatamente a me è durata solo poche settimane.Ho passato tanto tempo a casa, quanto non ne passavo dalle medie.Ho suonato tanto e non mi sono sforzato di trovare distrazioni.
Ho digerito il problema a quanto pare.Qualsiasi cosa fosse.
Poi piano piano, come una vasca vuota e fredda che si riempie lentamente di acqua tiepida, le cose sono cambiate.Rapidamente ma senza scalini.
I contrasti tra le parti fredde e quelle calde si sono fatti sentire per pochi momenti, poi la mente passa ad altro e non ci pensa più.
Come se non si potesse nemmeno immaginare il freddo.Quasi come se non lo si fosse mai provato.
Poi Fortuna, quella che sembra non volermi abbandonare nemmeno a casa dove pare ce ne sia meno bisogno.
I preparativi per un viaggio stile Gulliver di un Amico molto vicino in tutti i sensi, il sole chiarissimo che per settimane ti brucia gli occhi la mattina quando esci di casa, una famiglia geniale che stupisce sempre,
i Vecchi Amici che non sembrano troppo disturbati dalla tua prolungata assenza e i Conoscenti che diventano Amici.
Sfido chiunque ad essere triste.
Da che ho ripreso "conoscenza" è stato un bel turbinìo di cose.Nel giro di pochi giorni tornerò all'attività più frenetica.
Diverse registrazioni all'orizzonte e nuovi approfondimenti in campi para-musicali e artistici più in genere.Ci sarà da divertirsi.
Adesso sto bene.
Non è poco.
Dal 31 marzo al 5 aprile tornerò in Olanda per l'Audizione al Conservatorio di Rotterdam.Per adesso ho un bel po' di progetti su come passare l'estate alle porte.
Cosa voglio di più dalla vita?
Scritto da Rocco alle 12:39 AM 6 commenti
28 January 2008
Un mese di ferie

Ho latitato per un mese.
All'inizio non ho scritto per non far capire la data del rientro poi sono stato risucchiato dl vortice delle feste natalizie e del rientro.Chiedo scusa ma anche il blogghettino aveva bisogno di ferie.Ha lavorato sodo e senza sosta per un bel po'...
IL passaggio asiatico è andato benone anche se chiaramente la prospettiva sul continente mio preferito non poteva essere la stessa dell'altra volta.
Come col cibo, l'ordine e la quantità di ciò che è servito fa la differenza.
Siamo tornati a casa senza che ci aspettassero.Babbo era a tavola con tutti i fratellini,a cena.
Non sto a descrivere le varie reazioni e facce, sarebbe inutile.Abbiamo di certo sconvolto le vite di tutti( come da progetto).
La mamma era a cena fuori con le colleghe.
NOn ci siamo certo persi d'animo:siamo andati al ristorante e gli siamo spuntati alle spalle poco prima che arrivasse il primo.
Ho visto il sangue scendere giù dalla faccia della mamma.Pareva avesse visto due fantasmi.
Sembra non sia cambiato nulla.Non appena sulla strada di casa dall'aeroporto di Roma sembra di non essere mai partiti.
Quando incontri gli amici, quelli di una vita , quelli cari e gli amici e basta, pensi quanto poco hai perso a stare via tutto questo tempo.Lo scalino che dal basso pare immenso ti fa ridere visto da sopra.
Ho iniziato a suonare in orchestra pochi giorni dopo il rientro.E' stato un ottimo modo per ricominciare a suonare,rivedere un po' di gente e tenermi lontano dalla famigerata Depressione da Rientro.
L'ho tenuta lontana per un bel po' poi è arrivata piano piano, un po' subdola.Come una goccia d'acqua che supera il polsino della giacca e ti scende fino al gomito.Malefica.
Non so come descrivere.Mi viene in mente di quando si giocava sui tappeti elastici in pineta a Viareggio.
Dopo tutto quel saltare, piroettare in aria, quando scendi ti stupisci di quanto sia poco elastica la terra.Ti senti goffo e frenato.
Se tu provassi a spiegare la sensazione del post-tappeto elastico a chi non l'ha mai provato, probabilmente ti prenderebbe per scemo.Un po' scemo mi sento in effetti.
In ogni caso ho provveduto a non lasciare troppo spazio alla piaga psicologica del post rientro.Mi son messo a studiare la tromba con determinazione.Non tante ore al giorno, piuttosto poche ma buone.Come quando si ricomincia una cosa a cui si tiene.
Adesso che la mia sete di viaggio è (temporaneamente) placata mi sono buttato a peso morto sulla ricerca di un buon posto dove studiare.Voglio giocare la carta musica.
Fino ad adesso sono stato davvero molto fortunato e penso che sarebbe un peccato lasciar seccare il germoglietto(RAMO VA MEGLIO??).
Adesso so che c'è molto altro a giro per il mondo che mi piace tanto tanto tanto..
Per cui non è obbligatorio suonare.Non essendo più così scontato, essendo una Scelta, sarà più facile fare quello che scelgo con più impegno.
Basta torte...
Sono a Rotterdam agli open day dei vari conservatori.Voglio vedere se può essere il posto giusto dove fare il Master.
Di questo scriverò non appena ho le idee più chiare.
Scritto da Rocco alle 4:00 PM 7 commenti
17 December 2007
09 December 2007
Like the Autumn leaves
Tutto si fa piu' stretto..come se fossi vicino al collo dell'imbuto.
La pressione aumenta come se avessi tonnellate di cose sopra di me.
Una sorta di parto.
Un anno e mezzo di viaggio.
Che viaggio.
Un anno e mezzo di vagare; sempre il vento in poppa.Proprio sempre.
Sto facendo la valigia tra mille cose.Ho iniziato due giorni fa.
Richiede un sacco di tempo, non ci sono solo delle magliette e vestiti da ripiegare, tante altre cose che vale la pena portarsi dietro.
Mi piacerebbe poterle metterle in fila ordinatamente cosi' da essere sicuro di non lasciare niente indietro.Ci vorrebbe una vita solo per poterle descrivere.
Mi trovo davanti ad un confine che non e' certo solo quello di questa isola lontana da tutto.Non avevo mai sentito tanto forte l'avvicinarsi di una Frontiera.
Forse non e' la terra che mi ha segnato di piu' ma e' legata alla fine del percorso piu' lungo che abbia mai fatto.
Arriva la linea che si tira alla fine di ogni operazione.
Non necessariamente legata all'ultima cifra o alla prima
Dopo tutto questo non esiste angolo del pianeta che si possa considerare lontano.Tutto cio' che posso incontrare lo trovero' all'interno dell'enorme abbraccio che ho dato al pianeta.Consolante..
Sara' piu' difficile essere stupito ma sara' piu' facile apprezzare e gustare i dettagli.Come quando si conosce un po' di piu'.
Quando sei in grado di bere tutto cio' che viene come vino pregiato.
Il semplice vedere il tuo futuro come lo vedo adesso e riuscire a goderne immaginandolo.
Like the Autumn Leaves.
Fallin from the highest Tree.
No matter where you fall.
Don't need to be worried about it.
No way to control it.
No way.
Drink your falling drop after drop.
If you go either up or down.
The result is not where you land.
It's all about letting it go.
It's all about the Lines you draw in the air.
Like the Autumn Leaves.
Giro per Sydney preparandomi a prendere il volo che tra qualche manciata di ore mi portera' via di qui.
Sguazzando nell'affetto di amici che ti fanno davvero capire il peso del ritorno a casa.
Quello che da' all'ultima parte del viaggio il nome di Ritorno.
Basta essere un po' brillo e ti ritrovi a scrivere cose cosi' rischiose, ad esporre a sconosciuti parti tanto vulnerabili.
So per certo che il jazz riempie e fa vibrare come non mai.
Mi sa che sono pronto a cadere verso casa.
Like the Autumn Leaves.
Fatemi un favore...ascoltate Autumn Leaves di Cannonball Adderley e Miles Davis.
Chissa' che non possa darvi un sorso di quello che mi succede adesso...
Scritto da Rocco alle 1:05 PM 9 commenti
22 November 2007
Franciosi..
Mi hanno offerto un posto fisso full time in un ristorante francese nel quale posso lavorare un sacco di ore(abbiamo parlato di piu' di 50 la settimana).
Penso che accettero' perche' li' ho la possibilita' di imparare molto di piu'.Nell'altro ristorante, che e' piuttosto grande, ti piantano davanti a tre tonnellate di bacon da tagliuzzare fine e per tre ore hai solo quello da fare.
Il posto e' piccolo e carino e le ricette sembrano interessanti.Mi occupero' del settore dolci pane e guarniro' tutti i piatti che finiscono in sala.Lo staff sembra in gamba e molto disponibile.Mi sembra che ci sia molto di piu' da imparare.
HO aggiunto un po' di fotine...
Scritto da Rocco alle 3:11 PM 2 commenti
15 November 2007
Preso!!

Stasera ho fatto la prova in un bel ristorante su Darling Harbour e mi hanno preso.Ho chiesto di lavorare uno sfacelo di ore e mi hanno detto che non ci sono problemi..Da lunedi' sono sull'orario.
Evvai, si riparte.
Scritto da Rocco alle 12:06 PM 3 commenti
12 November 2007
Distanze
Sistemato il furgone.Notizia numero uno.Aggiustato pulito e sistemato.
E' adesso in un parcheggio in Kings Cross a Sydney dove vanno tutti i viaggiatori squattrinati a comprare i mezzi per girare per il continente.
Gran respiro di sollievo saperlo pronto per la vendita dopo tutto l'ambaradan per metterlo a posto.
Brando e' partito per la Tailandia dopo essere tornato dal giro della Tasmania con Elia e il Cero.Abbiamo passato qualche giorno a Sydney per vedere un po la citta'e abbiamo beccato amici conosciuti a Darwin(Alice e la sua combriccola) per passare qualche serata fuori.IL programma era di lavorare da subito per poi passare da Melbourne a vedere la citta' da solo.Poi ho pensato che sarebbe stato meglio andare adesso con Elia ed il Cero tanto saremmo restati pochi giorni in ogni caso.IN piu' andando adesso avrei beccato le nostre amiche irlandesi di Fraser island per stare tutti insieme come sull'isola.
Abbiamo passato qualche giorno a Melbourne tutti insieme a girare tra un ostello e l'altro per trovare stanze disponibili.Proprio nei giorni in cui eravamo la c'e' stata la Melbourne Cup, corsa di cavalli che assorbe l'attenzione(e i soldi) di meta' Australia per una settimana.Per cui prezzi altissimi per dormire, tutto prenotato e un sacco di gente vestita in maniera ridicola per le strade.
Abbiamo beccato un po' di amici incontrati durante il Giro e ci siamo girati un po' la citta'.Ci ha deluso un po'.
Data la secolare rivalita' con Sydney mi aspettavo una citta' piu' affascinante ma in molti ci hanno detto che per apprezzarla davvero ci devi vivere.Siamo stati con le bimbe ed Eveline(mitica amica da Darwin)sulla Great Ocean Road, strada che lega Melbourne a Adelaide seguendo la costa meridionale del Victoria.
Paesaggi meravigliosi e i famosi Apostoli.
Adesso sono di nuovo a Sydney, ho beccato un paio di persone interessate al furgone e vedremo che ne viene fuori.Stampo i curriculum e mi metto a girare per i ristoranti e i cantieri alla ricerca di un lavoretto per qualche settimana.
Nel frattempo ho beccato la Michela e Damian che si son fermati un pomeriggio sulla strada per Melbourne e tre ragazze di milano amiche dei Martinicca in giro da queste parti per qualche tempo.
E' buffo beccare amici per l'Australia trattando le distanze come se fossero di pochi metri.
Ho messo un bel po' di foto.
Scritto da Rocco alle 1:52 AM 3 commenti
31 October 2007
E poi uno non deve essere sfavato.
Il progetto surf è abortito clamorosamente.
Partiti da Byron Bay alla volta di Sydney abbiamo avuto di nuovo un problema con lo starter.
Abbiamo trovato un campeggio con una splendida piazzola in discesa per poter mettere in moto il furgone la mattina dopo e siamo andati a fare la spesa facendo ben attenzione a non spengere il motore.Il motore che fa??
Si spenge.
Dove?
Al piano più basso di un enorme centro commerciale.
Proviamo ad accendere il motore a spinta ma chiaramente niente da fare.Le guardie del centro commerciale sono state carinissime e non hanno fatto storie e ci hanno lasciato dormire li nel parcheggio(eravamo in 6 dentro il bus).
Il giorno dopo chiamo un meccanico e arriva un ragazzotto che smonta il motore di avviamento e lo porta in officina.
IL giorno dopo mi dice che ce ne vuole uno nuovo e che costa 1000 dollaroni.
Gli dico che non li ho e che trovarò un sistema alternativo.Nel frattempo devo rinunciare al viaggetto in Tasmani aper stare dietro al povero furgone parcheggiato giorno e notte in un centro commerciale.
Il giorno dopo chiamo tutti i numeri di rivanditori di pezzi di ricambio del New South Wales e nessuno ha il mio starter.
Giro nei paraggi del centro commerciale tra i meccanici in cerca di chi mi possa aggiustare l'insostituibile starter e vengo mandato da un tale(in cima ad una collina chiaramente..)
Questo tale è il tipo dal quale in meccanico del giorno prima aveva portato il pezzo e gliene aveva chiesto uno nuovo.
La cosa strana è che lui aveva dato come prezzo di uno starter nuovo 550 dollari e non mille.
Che bastardi malefici...
Il tipo mi procura lo starter e che succede??
La carta di credito non mi sgancia abbastanza soldi.
Rompo le scatole ai miei che vanno in banca a vedere che succede e sistemano le cose.Il giorno dopo ho i soldi.
Vado a prendere lo starter e lo monto da solo.Cos'altro??
IL motore, anche se lo starter era a posto, non parte e finisco la batteria.
Cos'altro??
Scopro che a pochi metri c'era un'officina alla quale chiedo una batteria (pagando, s'intende)per avviare il motore.
Non sono autorizzati a lavorare con mezzi così grossi e fuori dall'officina.A niente è valso spiegargli che non dovevano lavorare ne sul mezzo ne fuori dall'officina.Niente da fare.
Il giorno dopo(oggi)il tipo che mi ha venduto lo starter mi porta, al furgone, prova ad accenderlo, scopre che ho montato male lo starter, lo sistema e mi da il numero di una ditta che mi può portare il furgone in un'officina di un amico suo.
Chiamo e portiamo tutti e due e il furgona adesso giace in un'officina verso il quartiere Ryde.
Domattina mi faranno sapere di che si tratta.
E poi uno non deve essere sfavato.
Aggiornamenti sulla vita mondana a Sydney a breve..
Stavolta davvero a breve però.
Scritto da Rocco alle 9:30 AM 95 commenti
20 October 2007
Ma bene bene
Siamo a Byron Bay, una delle capitali del surf e della bella vita australiana dove europei e americani sognano di stare nel dolce far niente ondoso.Siamo reduci da due belle escursioni insulane.
La prima e' stata alle Whitsundays Islands dove, a bordo della barca Clipper, ci siamo fatti un giringiro tra le isolette per tre giorni e due notti.Non e' stato un giro entusiasmante dal punto di vista della compagnia dato che c'erano un paio di grupponi(uno inglese e uno irlandese) a occupare tutta la scena.Non che fossero scontrosi ma erano molti e troppo impegnati a divertirsi tra loro per stare dietro a quattro italiani sfigati.Le isole erano belle eccome e i tramonti, gli scorci, le baiettine e i vari animali(i delfini sono venuti a giocare sotto il faro della nave quand'era buio) sono stati apprezzati comunque.
La mattina dopo essere tornati a terra siamo partiti di nuovo verso sud per raggiungere Rainbow Beach dove abbiamo aspettato la ragazza di Brando, Claudia, per imbarcarci e andare su Fraser Island.
E' un'isola poco distante dalla costa lunga piu' di 100 km e larga circa 10.E' estremamente sabbiosa e solo nelle parti piu' interne ricoperta da foresta fitta e tropicale.Il nostro tour, come la maggior parte dei tour dell'isola, metteva a disposizione di una decina di persone tutta l'attrezzatura per girare l'isola nei tre giorni e due notti previste.Una jeep, quattro tende, tavolino, fornello, stoviglie, cibo e cosi' via.In pratica ti trovi a bordo con un po' di gente e vai a fare campeggio libero.Se trovi la compagnia giusta stai da paura altrimenti ti spari.
A noi e' andata molto bene.Ma bene bene.
Eravamo in compagnia di tre bimbe iralndesi( di cui due sorelle) e due ragazze di New York.Oltra a stare benissimo tra noi ci siamo casualmente gemellati con un'altra jeep piena di inglesi di fuori come tacchini che hanno fatto dei numeri pazzeschi.
Sull'isola non ci sono strade e la via principale e' la spiaggia sulla costa est quando non c'e' alta marea, il resto dei sentieri e' sterrato e sabbiosissimo e ci sono buone possibilita' di rimanere bloccati nella sabbia.I sentieri che passano dentro la foresta ti fanno sentire dentro Jurassic Park e conducono a laghi di acqua dolce cristallina.Lungo la spiaggia si trovano anche delle carcasse di navi arenate che sembrano messe li apposta per essere fotografate.
Tutte e due le sere ci sono stati festini paurosi con milioni di litri di birra e tante risate.
Adesso qui a Byron Bay abbiamo incontrato le ragazze di New York e un'amica di Darwin.Dopodomani partiamo per Sydney..
Chissa', magari proviamo a surfare.Certo che essere in Australia da cosi' tanto e non aven nemmeno provato e' un po' da sfigati.
Scritto da Rocco alle 5:31 AM 7 commenti
07 October 2007
Isole
Siamo davanti alle Whitsundays Islands e domani ci imbarchiamo per due giorni e due notti di giri tra isole che dicono essere stupende.
Adesso le tappe saranno piuttosto serrate e il tempo non avanza piu', colpa dei problemini e delle 2 settimane passate ad Alice Springs.
Dopo questi due giorni dobbiamo scendere di un migliaio di km per essere davanti ad altre isole dove stiamo per 3 giorni.Abbiamo poi una settimana circa per vedere tutto quello che c'e' fino a Sydney.Il 25 ottobre abbiamo il volo per la Tasmania dove passeremo una settimana per poi tornare a Sydney dove proveremo a vandere il furgone il prima possibile.Credo che la' dovro' fermarmi per lavorare un po' visto che i soldi "iniziano" a scarseggiare.Dopotutto non si puo' pretendere di fare un giro del genere senza faticare un pochino.E che cavoli..
Naturalmente i destini di tutti noi sono legati al prezzo di vendita del furgone.Se lo vendiamo a poco poco mandateci un po' di frutta e medicinali alla miniera di zolfo nella quale staremo reclusi per anni.
Scritto da Rocco alle 10:24 PM 3 commenti
01 October 2007
East Coast
Ci siamo..
Attraversati Territori desolati e Immensi.
Con il Panico da acqua del Radiatore in Ebollizione.
Con il Terrore dell'Olio che gocciola sulla Strada.
Siamo sulla East Coast, finalmente un po' di tropicale nel nostro viaggione.
Le palme si sprecano e i nuvoloni vanno e vengono.
Domani le foto.
Vivi...
Non e' poco...
Scritto da Rocco alle 10:51 AM 0 commenti
21 September 2007
Capelli..

Mi sono rapato a zero.
Tutto...capelli e barba.
IL Cero aveva detto che mi avrebbe dato 100 $ per vedermi rapato e io l'ho fatto.L'avrei fatto lo stesso ma adesso sono piu' ricco.
NOn ho foto di questo periodo perche' la mia macchina fotografica e' nel furgone che e' a riparare."Rubo" quindi un paio di foto al Cero e a Marche e le metto tra le Foto Australia.
Domani ce ne dovremmo andare da questa noiosissima citta'.
Speriamo.
Scritto da Rocco alle 6:00 AM 4 commenti
19 September 2007
24
Due giorni fa e' stato il mio compleanno.
24 anni.
Ho tutto il tempo di dare spazio alle bischerate che mi passano per il capo.Siamo ancora ad aspettare che il furgone sia riparato e perdiamo tempo tra pasti lunghissimi, giri a caso sulla rete e film orribili sul computer.
I 24 mi danno da pensare...prima di tutto mi sembra troppo di piu' di 23 anni.Non so come mai ma ci sono dei numeri che suonano troppo piu' grandi di quello che sono.Magari qualcuno me lo sa spiegare.
In piu' esattamente un anno fa passavo la notte in bianco a preparare la valigia per la partenza.Domani ero in India.Un anno fa non sapevo nemmeno cosa fosse l'Asia, cosa che adesso colora almeno la meta' dei miei pensieri e ricordi.
In un anno ho preso il Mal d'Asia, che ho impressione durera' un bel po', e per un anno sono stato praticamente senza suonare.Da quando avevo 7 anni non era mai successo che stessi senza suonare per cosi' tanto.
Non mi e' mai passato nemmeno per la testa di considerarmi meno musicista di quando passavo le giornate a suonare.Anche questo non lo so spiegare e magari anche in questo qualcuno mi puo' aiutare.
Ho preso sicuramente delle distanze dalla musica.Fino a che non sono partito , un anno fa, e' stata l'unica semplice(non facile) scelta che abbia mai fatto.Dopotutto mi piace suonare, mi da soddisfazioni e funziona; e' sempre stata la grande passione quotidiana per cui mi e' venuto sempre naturale dedicarmici.
IL discorso diventa piu' complicato quando hai diverse Grandi Passioni e devi scegliere.Adesso so di avere tante cose che mi danno un piacere paragonabile alla musica.Inutile che elenchi.Dopo un anno cosi' potrei scrivere un libro intero sui piaceri che ho incontrato.
Da una parte tutto questo crea una gran confusione.Cio' che prima era semplice adesso non lo e' piu'.Ho altre passioni.
Dall'altra adesso la musica diventera' una scelta e avro' tutti i giorni davanti il fatto che c'e' altro a questo mondo che mi da un gran piacere.IL che rendera' la musica, nel caso la scelga, qualcosa di estremamente piu' prezioso.
Non siamo proprio fatti per essere semplici.Invecchiando si peggiora.
E 24 suona vecchio.
Scusate lo sfogo.
Scritto da Rocco alle 5:39 AM 3 commenti
12 September 2007
La Luna Nera

Ce ne siamo andati da Darwin, dopo decine di saluti abbracci baci e cene.Lo staff e' cambiato:Bob e' andato a Cairns a lavorare in qualita' di istruttore di sub e Gianpaolo e la Michela lo sostituiscono.
La strada da fare era tanta e con ben poche cose da vedere.A parte una serata in un fiume termale direi che non c'e' stato granche'.
La meta era chiaramente Uluru(detto Ayers Rock):l'enorme monolite rosso piantato nel mezzo del deserto australiano.Non ci si sa spiegare perche' si trovi esattamente nel mezzo ma sembra che non sia un caso.
Alice Springs, la citta' nella quale siamo adesso, si trova a 250 km da Uluru ed e' nata come stazione telegrafica proprio qui perche' esattamente al centro dell'isolona.
Dopo la camminata intorno ad Uluru(7km sotto il sole) ci siamo gustati un tramonto da paura davanti al roccione rosso.Le foto parlano abbastanza.Siamo stati talmente bravi da vederci pure l'alba.
Ad una cinquantina di km da Uluru si trovano le Olgas, una serie di roccioni stondati altissimi e vicini l'uno all'altro.Un posto incredibile anche per il fatto che non liconosce nessuno, oscurati come sono dalla fama del vicino monolitone.
Tutto da favola, a parte il fatto che il furgone ha iniziato a fare uno strano rumorino.
Naturalmente la prima cosa da fare appena arrivati ad Alice Springs è farlo vedere dal meccanico.
A 200km esatti da Alice Springs inizia a buttare un fumo bianco che non puzza e a fare un gran casino.Ci fermiamo al lato della strada in mezzo al niente ad aspettare qualcuno che porti uno di noi alla road house(benzinaio, meccanico,supermarket, campeggio solitamente sperso nel nulla) in direzione di Alice Springs per telefonare a meccanici presidenti ed esercito.Una coppiettina di tedeschi mi porta alla suddetta road house.
Lì scopro che per portare il furgone in città ci vogliono 1000 dollari, cifra che chiaramente non abbiamo intenzione di spendere.Chiamo una road house poco più a sud di dove si è fermato il furgone e convinco il padrone ad andare a prendere i miei amici sotto il sole e a portarli nel suo campeggio.
Prendo (dopo 4 ore sotto il sole ad aspettare col pollice su, accidenti alla barba lunga e all'aspetto losco che devo avere)un altro passaggio per Alice Springs e cerco qualche soluzione in città.La MIchela mi raggiunge in città e la mattina dopo prendiamo un costosissimo 4x4 a noleggio col quale, impavidi e fuorilegge, andiamo a prendere il furgone e lo portiamo vicino alla città.Intanto tutti i meccanici che troviamo valutano il problema e ci lasciano con poche speranze di spendere meno di 7000 dollaroni.In ogni caso nessuno ha tempo per visitare decentemente il nostro bambinone e dare una stima più precisa;sono tutti super impegnati per almeno due settimane.
L'idea di passare due settimane ad alice Springs senza mezzo di trasporto metterebbe in ginocchio chiunque,figurati un gruppo di bimbotti agitati dall'idea di girare la East Coast.In una delle numerose girate a caso per il paese per passare il tempo ci imbattiamo in una piccola officina e becchiamo un tipo che sarebbe venuto la mattina successiva a vedere il mezzo.
Lo stesso tipo, un sud africano bianco con un dente d'oro ci sistemerà il furgone se tutto va bene per martedì.Speriamo bene.
La cifra è di molto inferiore a quella suggerita dagli altri meccanici.
Adesso siamo in una tenda in campeggio ad aspettare con impazienza martedì prossimo per poter ripartire.
Diciamo che fa parte dell'avventura.Pensavamo peggio.
Nel frattempo la Michela e JP se ne sono andati, una a Cairns e l'altro a Sidney.Avevano bisogno di lavorare e mettere soldi da parte.Siamo rimasti i tre rincoglioniti toscani.Adesso dobbiamo trovare qualcosa da fare in questa noiosissima città.
Scritto da Rocco alle 6:06 AM 1 commenti
Labels: Alice Springs, viaggio

